Speriamo che cambi il tempo_ SPETTACOLO PER BAMBINI

Produzione Minima Theatralia – SestoSpazio

SPERIAMO CHE CAMBI IL TEMPO

Spettacolo semifinalista al Premio Scenario Infanzia 2013

di Giulia Tollis

 

Con Livia Bonetti, Carlo Decio, Elisabetta Mossa,

Federica Ombrato e Virginia Zini

Regia Elisabetta Mossa

Aiuto regia Sveva Raimondi

 Costumi Nicolò Mazzotti

Scene Matteo Ferrario e Salvatore Virgillito

Illustrazioni Anna Resmini

Luci Roberta Faiolo

Musiche Giovanni Isgrò e Virginia Zini

Organizzazione Valentina Sturiale

SINOSSI

Vio, Miria, Tea e Ludo sono quattro amici che vivono in un piccolo pianeta molto vicino al Sole, chiamato Giallastro. Una mattina, svegliandosi, si accorgono che il sole è scomparso e nella città tutti dormono. Decidono così di intraprendere un’eroica missione: viaggiare alla ricerca del sole per riportare la luce. In una landa desolata però, il potente mago Grigno sta portando a termine il suo malvagio progetto: far sprofondare il pianeta e i suoi abitanti in un triste grigiore.

NOTE E DIDATTICA

Il simbolo del Sole ha un’immediata forza comunicativa: significa luce, vita, relazione con gli altri. Attraverso la metafora di un ombrello malefico che ingrigisce la specificità di ogni individuo, questa favola ci ricorda che bisogna avere fiducia nei compagni d’avventura, che il sole dona la vita e va protetto, e che la diversità è un pregio e non un difetto. Se l’intento è alto anche da soli si può essere forti, ma in tanti, a volte, si è addirittura invincibili! In questo momento di profonda crisi sociale, economica e culturale è vitale ripensare a noi stessi come soggetti etici, individui responsabili in costante relazione con una collettività e con quel senso di unione che rischiamo di perdere. Il lavoro si rivolge ai bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni. Infatti, il plot e i personaggi molto leggibili, rendono lo spettacolo fruibile dai più piccoli, ma grazie alle tematiche che fa emergere può essere un ottimo spunto di riflessione anche per i più grandi.

Il linguaggio s’ispira al mondo dei cartoons e i personaggi oscillano tra la maschera e il personaggio a tutto tondo. Il ritmo incalzante, le canzoni e il gioco lasciano spazio anche a momenti di maggiore intensità.

IL PRIMO CARTONE ANIMATO A TEATRO!

Speriamo che cambi il tempo prende spunto dall’estetica, dai topoi e dalle regole narrative dei cartoons: la grafica è essenziale e coloratissima, il materiale dei costumi – la gommapiuma – crea un segno forte e giocoso, il linguaggio è quello della slapstick comedy (gags, ritmi serrati, incidenti, reazioni a catena) e infine i personaggi ricordano, per quanto caratterizzati e tridimensionali, la psicologia di alcuni protagonisti dei cartoni animati molto vicini all’universo infantile.

CHI SIAMO

Il contagio per allegria

C’è un pianeta molto vicino al sole, in cui ogni cosa è tinta di giallo e gli abitanti color giallastro si contagiano con la loro allegria. E’ lì che si sono conosciuti Vio, Tea, Miria, Ludo e Grigno e hanno deciso insieme alla loro amica Giallo-drammaturga Giulia di raccontare la loro storia. La cosa strana è che da quando hanno iniziato ad allestire lo spettacolo, si è scatenata una potente energia e come per uno strano contagio, altri giallastri hanno cominciato a dare una mano. Oggi i giallastri sono diventati quindici! Chi si occupa delle scene (i Giall’Architetti), chi dei costumi (Louis Giallon), chi delle musiche (DJ-Giallo), chi delle luci (Giallight Design), chi dà una mano per la grafica e per le illustrazioni (Giallinsky), chi si occupa della organizzazione (la Giall’Organizer).

Ma la cosa più straordinaria è che l’energia di questi incontri porta altri progetti… si vocifera di una storia illustrata dei giallastri. Dunque, che il contagio continui!

NOTE DI ALLESTIMENTO

(scene, luci, musiche, illustrazioni)

Tutto l’allestimento di Speriamo che cambi il tempo risponde all’esigenza di creare un codice che esprimesse appieno il forte legame con l’immagine disegnata e con il mondo del fantastico. Le parole d’ordine sono quindi state: versatilità, relazione e magia. L’idea è nata proprio prendendo spunto dalle scatole magiche ed è stata quella di realizzare dei parallelepipedi in ferro praticabili e mobili che potessero svolgere più funzioni: disegnare lo spazio, nascondere o svelare, essere abitate da personaggi od oggetti, ospitare delle illustrazioni stampate su tessuto che di volta in volta potessero essere sostituite con altre o modificate dalle luci proiettate frontalmente o posteriormente. Il ruolo affidato al light design risulterà quindi fondamentale sia per ricreare l’atmosfera di un mondo dormiente e senza sole sia per contribuire alla narrazione stessa dal momento che la luce darà vita ad un vero e proprio personaggio: il Sole prigioniero del mago. Le musiche e il sound design sono stati pensati con tre diverse funzioni: fungere da colonna sonora per i momenti più significativi, essere parte integrante della narrazione prendendo spunto dal mondo del musical, accentuare gli effetti cartoon della recitazione e la relazione con il mondo magico. Per quanto riguarda i generi musicali una particolare attenzione è stata prestata a quali sono le preferenze e i linguaggi dei bambini di oggi da qui le contaminazioni con il rap, la dance e il funk.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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