GLI ALTRI DENTRO E FUORI DI ME

– 10 incontri di Drammaterapia ed elementi di Counseling Biosistemico di gruppo –

“GLI ALTRI DENTRO E FUORI DI ME”

10 incontri di Drammaterapia ed elementi di Counseling Biosistemico di gruppo a PARTIRE da MEROLEDI’ 23 OTTOBRE h.20.30/23 a SestoSpazio

Conduce: Renata Camagni, Drammaterapista diplomata c/o Scuola Artiterapie di Lecco, Psicomotricista e Counselor Biosistemico

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Tanto nell’ambito lavorativo che nei nostri affetti privati (famiglia, amicizie, relazioni d’amore) TENDIAMO AD ASSUMERE LE STESSE MODALITA’ COMUNICATIVE, UTILIZZANDO SOLO UNA RISTRETTA GAMMA DI RUOLI, STILI RELAZIONALI STEREOTIPATI , cristallizzati nel tempo. Spesso RIPETIAMO IN MODO INCONSAPEVOLE COPIONI CHE SI SONO AUTOMATIZZATI senza capire ne’ come ci siamo finiti ne’ come sia possibile modificarli. ADOTTIAMO LE STESSE MASCHERE E ATTEGGIAMENTI ANCHE QUANDO CI ACCORGIAMO CHE sono INEFFICACI e NON FACILITANO, A VOLTE DISTRUGGONO, LE NOSTRE RELAZIONI.

Attraverso l’ALLARGAMENTO DEL REPERTORIO DI RUOLI, possiamo raggiungere un’ IDENTITÀ PIÙ LIBERA, AUTENTICA, MENO RIGIDA. Ognuno di noi ha imparato ad esprimere solo alcune parti di sé: per corrispondere ad aspettative altrui, per consuetudine, per timore del rifiuto, dell’esclusione, dell’abbandono e della solitudine; per non ferire gli altri. A volte TORNANO DIFFIDENZE ANTICHE che ci allertano, piccole/grandi FERIT e DELUSIONIi possono TRAMUTARSI IN DIFFIDENZA, RIFIUTO, INSOFFERENZA e BLOCCHI: tutto ciò CREA DIFFICOLTA’ NELLA NOSTRA COMUNICAZIONE, intralciata da CORAZZE E DIFESE CHE SEMBRANO TRASCENDERE LA NOSTRA VOLONTÀ e consapevolezza.Il desiderio di cambiamento si alterna e si scontra con il timore di correre rischi e sperimentare novità.
A volte è LA REALTÀ che ci IMPONE L’ASSUNZIONE DI RUOLI costrittivi che non ci corrispondono; subiamo/agiamo modalità manipolatorie più o meno consapevoli.
NON SEMPRE RIUSCIAMO A COGLIERE, nel nostro rapporto con gli altri, SE e QUALI CONFINI, PALETTI, DESIDERIAMO STABILIRE, QUALI SPAZI LASCIARE APERTI, SE LA NOSTRA FIDUCIA E’ BEN RIPOSTA.
TRA EMOZIONI CONTRASTANTI E AMBIVALENTI RISCHIAMO DI RINUNCIARE A PARTI SOSTANZIALI DI NOI e di non cogliere li grado di distanza o vicinanza che vorremmo stabilire: ma I ‘NON DETTI’ PRENDONO VIE TRAVERSE, SI TRASFORMANO IN COMUNICAZIONI AMBIGUE, IN “DOPPI MESSAGGI” e mistificazioni CHE NON AIUTANO I NOSTRI RAPPORTI. Ci alleneremo dunque ad utilizzare la ‘METACOMUNICAZIONE’ che consente di rendere più chiaro e diretto ciò che intendiamo trasmettere.

Attraverso ATTIVITÀ LUDICHE E INTROSPETTIVE, individuali, di coppia e collettive avremo modo di FAR EMERGERE LE NOSTRE EMOZIONI, I NOSTRI PERSONAGGI INTERNI, da quelli consueti a quelli desiderati… ed inventarne, sperimentarne di nuovi; alterneremo ironia, MOMENTI CATARTICI e DI AUTO-PERCEZIONE. IL GRUPPO FARA’ DA SPECCHIO E CASSA DI RISONANZA DEI VISSUTI INDIVIDUALI affinché ciascuno possa liberamente esprimersi mettendo in pausa ogni forma di giudizio per lasciare spazio a nuovi stimoli e perturbazioni.
Ci aiuteranno le SUGGESTIONI DI IMMAGINI, MUSICHE, OGGETTI E VISUALIZZAZIONI.

Attraverso l’ ATTIVITÀ RAPPRESENTATIVA metteremo in scena CONFLITTI E INCOMPRENSIONI DELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA; GIOCHEREMO CON LA COMUNICAZIONE NON VERBALE E I SUOI PARADOSSI. Faremo i conti con i nostri copioni abituali…percependone la RIPETITIVITÀ e costrizione; divertendoci nel trovarli GROTTESCHI quando li portiamo all’eccesso, al parossismo; ci stupiremo nell’esplorare le CONSEGUENZE POSSIBILI dei loro mutamenti; nel vederli mettere in scena da altri potremo ARRICCHIRCI DI NUOVI PUNTI DI VISTA, e IMMAGINARE SCENARI INCONSUETI e imprevedibili. Nel regno della finzione, del “come se” saremo più liberi e protetti dal fatto che l’azione scenica non ha conseguenze irreversibili.
Grazie alla creatività del gruppo sarà possibile DECENTRARSI, SOLLECITANDO PENSIERO DIVERGENTE E LATERALE.
Nel gruppo ciascuno ASSUME RUOLI E CONTRO-RUOLI che permettono PROCESSI DI IDENTIFICAZIONE E PROIEZIONE: nell’incarnare i propri stili relazionali e vederli rappresentati dagli altri sarà possibile realizzare ed esprimere le proprie molteplici identità e vedersi contemporaneamente come attori/spettatori per tornare a sé più consapevoli, integrati e liberi di scegliere. ATTRAVERSO IL ‘FAR FINTA DI’ POSSIAMO CREARE/DISTRUGGERE/ MODIFICARE LA NOSTRA REALTÀ E RIDEFINIRNE LE REGOLE. OGNUNO DIVENTA PROTAGONISTA ATTIVO del proprio processo di cambiamento, capace di autosviluppo e autoaffermazione.

L’intento non è quello di ROVISTARE NEL PASSATO e svelare le paure, difese, blocchi che hanno generato le nostre modalità di rapportarci agli altri quanto di DARE SPAZIO E LEGITTIMITÀ A CIÒ CHE VIA VIA EMERGE per SOFFERMARCI SUL ‘COME’ E ‘QUANDO’ SI RIATTUALIZZANOi atteggiamenti e schemi comunicativi che non ci piacciono o si rivelano inefficaci.

Siamo provvisti di ANTENNE SENSIBILI che utilizziamo troppo poco…in grado di segnalarci pericoli e situazioni di benessere: verrà SOLLECITATA E POTENZIATA L’INTUIZIONE E LA RICETTIVITÀ mediante l’attenzione ai propri messaggi interni emozionali e viscerali e L’EMPATIA CORPOREA con gli altri. Le parole non bastano: IL CORPO È L’INCONSCIO DEL LINGUAGGIO, UN PONTE TRA DUE DIMENSIONI differenti ma strettamente interconnesse della personalità: QUELLA RAZIONALE E COSCIENTE E QUELLA EMOZIONALE E INCONSCA.
Ogni emozione è accompagnata DA VARIAZIONI DELLO STATO FSIOLOGICO, ormonale e metabolico ma troppo spesso rimangono intrappolate tra corpo e mente creando disagi e malesseri, situazioni di impasse, CONDIZIONI DI STRESS E DISTURBI PSICOSOMATICI.
Come evidenziano anche RECENTI RICERCHE NEUROFISIOLOGICHE il BENESSERE può essere visto come INTEGRAZIONE ED EQUILIBRIO TRA VARI ASPETTI della corporeità, tra questi e le componenti logico/cognitive/verbali, tra sfera individuale e ambiente sociale.

Le parole che utilizziamo e le modalità con cui le trasmettiamo non sono casuali: esse sono cariche di significati e valori simbolici. Ma “IL CORPO NON MENTE”: le sue manifestazioni sono più intese, dirette, evidenti ed immediate: i suoi messaggi entrano direttamente, anche se spesso in modo inconsapevole, nella relazione, nella percezione e nel vissuto emotivo dell’altro. E’ IMPOSSIBILE NON COMUNICARE: i canali della comunicazione non-verbale costituiscono importanti indici di personalità, offrendo utili informazioni, da riconoscere e valorizzare.
Svilupperemo la capacità di RICONOSCERE TUTTI QUEI PREZIOSI MESSAGGI CHE IL NOSTRO CORPO CI INVIA costantemente attraverso stimoli percettivi, sensoriali e memorie corporee profonde. Faremo tesoro di questo PATRIMONIO INASCOLTATO E SOTTERRANEO che tanto ci può dire di ciò che siamo , di come percepiamo gli altri ed esprimiamo i nostri stati d’animo.

NON SONO NECESSARIE COMPETENZE TEATRALI PREGRESSE…ma abbigliamento comodo.

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